Occhio e luci artificiali: a cosa serve il filtro luce blu

Mai come in questo periodo, nel quale improvvisamente ci siamo ritrovati a trascorrere più tempo davanti agli schermi di un computer, di uno smartphone o di una televisione piuttosto che all’aria aperta, ci siamo resi conto di quanto gli occhi siano infastiditi dall’esposizione a fonti luminose artificiali.

Ma è veramente dannoso esporre gli occhi alla luce artificiale, emessa dagli schermi e dall’illuminazione a LED?

Anzitutto, la luce blu non è del tutto dannosa, al contrario, una parte di essa è necessaria al nostro ritmo biologico. Il Sole è la nostra fonte di luce naturale e i nostri occhi si sono evoluti in funzione di questo tipo di luce. Ogni fonte luminosa ha uno spettro di emissione, cioè l’insieme di lunghezze d’onda di cui si compone, ed emette maggiormente certe frequenze piuttosto che altre. Ad esempio, il Sole è composto da radiazione visibile (tra i 390 nm e 760 nm di lunghezze d’onda) e da radiazione invisibile tra cui UV e infrarossi. Il suo spettro ha il picco di intensità sulla lunghezza d’onda di circa 500 nm, che è parte della luce visibile e corrisponde al colore ciano-verde: ecco perché il nostro occhio è più sensibile al colore verde e viene percepito più luminoso rispetto agli altri.

Nello spettro della radiazione solare è compresa anche la luce blu, sebbene emessa con minore intensità rispetto a quella verde. In particolare, la luce blu-turchese (440-500 nm) è quella che regola i ritmi circadiani, cioè la regolazione degli ormoni per il sonno e la veglia, contribuendo al benessere fisico e psicologico dell’organismo. Di giorno le cellule gangliari della retina, sensibili alla luce blu-verde, trasmettono al cervello l’informazione che non è ancora ora di dormire inibendo la produzione di melatonina, l’ormone del sonno. Il problema è che la stessa informazione viene trasmessa anche quando si accendono le luci di casa o si passa la serata davanti alla televisione dopo il tramonto. Questo avviene perché la maggiore fonte luminosa utilizzata è quella a LED, presente negli schermi retroilluminati e nelle luci ambientali che, a differenza del Sole, emette più intensamente la luce blu (circa 400 nm). Esponendo gli occhi a questa luce, si inganna il cervello inducendolo a “pensare” che sia giorno e riducendo la necessità di dormire. Diversi studi affermano che non è la luce a LED in sé a provocare l’alterazione del ritmo circadiano, dal momento che la potenza della luce blu artificiale è minore rispetto a quella naturale. Il problema si misura in base alla durata dell’ esposizione: più tempo passiamo esposti alla luce blu, meno si sentirà il bisogno di dormire e più l’occhio è a rischio di danneggiamento.

La luce blu contiene anche una parte dannosa per la retina e corrisponde alla luce blu-violetta (380-440 nm). Infatti essa non viene assorbita dal segmento anteriore dell’occhio e dal cristallino, come avviene per i raggi UV, e quindi riesce a raggiungere la retina causando, a lungo andare, il suo danneggiamento. Secondo alcuni studi essa accelererebbe l’insorgenza di degenerazione maculare legata all’età, ma gli effetti causati dall’esposizione alla luce blu non sono immediatamente visibili.

https://otticatulipani.it/2019/05/28/luce-blu-e-lenti-protettive-per-luce-blu/

Il filtro per la luce blu che si può scegliere di applicare alle lenti degli occhiali è stato studiato appositamente per assorbire le lunghezze d’onda corrispondenti alla luce blu violetta, lasciando libero il passaggio a quella blu turchese. Questo filtro viene generalmente proposto come prevenzione per chi trascorre più di 6 ore al giorno davanti agli schermi, perché protegge l’occhio dalla radiazione blu violetta, esattamente come un occhiale da sole protegge dai raggi UV. Come è stato detto invece la luce blu turchese è necessaria per la regolazione dei ritmi circadiani e per questo non viene filtrata. L’unico modo per evitare l’interruzione della produzione dell’ormone del sonno e perciò migliorare la propria salute è quindi non utilizzare computer, smartphone, tablet e TV durante le ore serali o spegnerli almeno due ore prima di dormire.

Un vantaggio immediato che si percepisce indossando gli occhiali con filtro luce blu consiste nella riduzione di affaticamento visivo che qualcuno lamenta dopo diverse ore davanti al PC. Questo effetto positivo può essere attribuito al fatto che la luce blu, contenendo alta energia, causerebbe una riduzione del contrasto e un aumento dell’abbagliamento, portando l’occhio ad accomodare maggiormente per mettere a fuoco. Se si provano infatti sintomi come bruciore, rossore e mal di testa dopo l’esposizione allo schermo e si sa di non avere problematiche visive esiste la possibilità di acquistare occhiali non graduati con solo il filtro.

https://www.100salute.it/benessere/gli-occhiali-anti-luce-blu-per-proteggere-i-nostri-occhi/

Il mio consiglio è quello di non attribuire subito la causa dell’affaticamento alla luce blu, ma sottoporsi prima ad un esame visivo dall’optometrista per confermare l’assenza di difetti visivi o problematiche funzionali che potrebbero causare difficoltà di messa a fuoco o di convergenza quando si sforza il sistema visivo nel lavoro da vicino. Infatti è molto più probabile che l’affaticamento visivo sia dovuto a cause funzionali piuttosto che all’esposizione alla luce artificiale. Il filtro luce blu deve essere inteso in termini di prevenzione da invecchiamento precoce della retina, in attesa di maggiori conferme da parte della scienza, essendo un effetto che deve essere valutato nel tempo.

Quindi utilizzare i giusti occhiali con il filtro e fare un uso corretto della tecnologia è la chiave per la migliore prevenzione ai danni che l’occhio può subire a causa dello stile di vita degli ultimi anni.

Per saperne di più o risolvere eventuali dubbi scrivete nei commenti o contattatemi!

Serena Delbono, Optometrista – delbono.serena@gmail.com

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