DREAMCATCHER: la tela dei sogni

Questo simbolo mi accompagna fin da piccola, tant’è che ho sentito la necessità di rappresentarlo anche sulla mia pelle . Me ne fu regalato uno originale dei nativi quando ero poco più che una bambina e mia mamma vi legò una ciocca dei miei capelli come catalizzatore di energie positive. Un’altro mi fu donato da una cliente del bar in cui lavoravo all’epoca dei miei 23 anni e tutt’ora mi accompagna durante il viaggio. Infine, mi decisi ad imparare a costruirli qualche anno fa e fu terapeutico in un momento molto difficile della mia vita. 

Al giorno d’oggi vengono utilizzati i materiali più svariati per costruirli, ma la struttura dei dreamcatcher è rimasta invariata.

A breve vi mostrerò come creare il vostro acchiappasogni personale! Stay tuned!

Ma ora cerchiamo di capire, cos’è un dreamcatcher e quali sono le leggende a lui correlate. L’acchiappasogni nacque nel Nord America presso la tribù Ojibwa (o Chippewa) e con il tempo si diffuse a tutta la popolazione Algonchina. 

I nomi originali dell’amuleto sono “asabikeshiinh”, che vuol dire ragno e “bawaajige nagwaagan” o ceppo dei sogni.

Tradizionalmente i nativi americani credevano che il tempo dei sogni fosse caratterizzato da energie positive e negative, per questo motivo venivano costruiti questi strumenti sciamanici antichi e potenti in grado di intrappolare le energie negative ed i brutti sogni nella loro ragnatela, eliminandole al sorgere del sole. 

Il cerchio esterno era originariamente realizzato con dei rami di salice intrecciati e rappresenta l’universo ed il ciclo della vita. Dei filamenti di ortica rossa componevano la famosa “ragnatela”, nella quale poi venivano infilate delle pietre che fungevano da gabbia per le negatività. Infine il tutto veniva completato da corde decorative alle quali venivano fissate delle piume di vari uccelli volte a ricordarne il volo e la libertà, che permettevano alla positività ed ai bei sogni di raggiungere la persona concedendole dei sonni tranquilli, benefici e protetti

Non a caso il posto per eccellenza di questo talismano è sulla testata del letto.

Tuttavia le credenze non sono tutte uguali, per il popolo dei Lakota della tribù Sioux del Nord America gli acchiappasogni funzionano in modo diverso. Gli incubi passano attraverso la rete, mentre i sogni rimangono incastrati tra i suoi fili e scivolano lungo le piume fino alla persona che sta dormendo.Quando nelle varie tribù nasceva un bimbo, gli veniva regalato un dreamcatcher che l’avrebbe accompagnato e protetto per tutta la durata del suo ciclo vitale.

Vi riporto tre leggende che personalmente trovo molto affascinanti e fanno trasparire il lato naturale e spirituale di questo simbolo e della cultura a lui legata:

NUVOLA FRESCA

Una bambina indiana di nome Nuvola Fresca un giorno raccontò impaurita a sua madre, Ultimo sospiro della sera, gli incubi e le visioni inquietanti che le apparivano durante la notte.

Ultimo sospiro della sera tentò di rassicurare Nuvola Fresca spiegandole che quelli che vedeva si chiamavano “sogni”. Appresa questa realtà la bambina le rispose che d’ora in avanti avrebbe voluto vedere soltanto quelli buoni.

Allora la madre inventò una rete tonda per pescare i sogni del Lago della Notte, in cui al centro, intrecciato, mise un piccolo sasso come catalizzatore e intorno ad esso una goccia d’argento, un pezzo di turchese (il desiderio) e un dente di animale forte (la protezione), infine code di animali e piume di uccelli furono legati all’estremo inferiore della rete.

Infine appese l’acchiappasogni sopra il letto della piccola così che ogni notte, fra le maglie della rete, potessero restare soltanto i bei sogni.

ASIBIKAASHI: la donna ragno

La leggenda narra dell’esistenza di una donna-ragno chiamata Asibikaashi, che si prendeva cura del popolo della Terra. La donna-ragno vegliava su tutte le creature del nostro mondo, affacciandosi sopra le culle e i letti dei bambini intenta a tessere una sottile, delicata e forte ragnatela, capace di intrappolare tutto il male tra i suoi fili e di farlo svanire all’alba. Quando il suo popolo si disperse nell’America del Nord, il suo compito di prendersi cura di tutti i bambini iniziò a complicarsi, per cui tramandò quest’arte alle madri e le nonne che quindi dovettero iniziare a tessere da sole reti dalle proprietà magiche, in grado di intrappolare i sogni negativi e gli incubi, per proteggere i loro bambini.

IKTOMI: il saggio spirito

Un capo indiano dei Lakota un giorno ebbe una visione mentre meditava su un monte. Era Iktomi, lo spirito della saggezza, che gli era apparso sotto forma di ragno e aveva iniziato a tessere la sua tela. Che significava tutto ciò?

Iktomi stava mandando un messaggio prezioso: nella nostra vita incontreremo forze buone e forze cattive. Dobbiamo imparare a dare ascolto alle prime, ignorando le seconde. Man mano che Iktomi parlava, continuava a tessere. Ben presto la tela si era trasformata in un cerchio perfetto con un foro al centro.

Quel simbolo avrebbe aiutato le persone a ispirarsi, facendo uso di idee, sogni e visioni per raggiungere i propri obiettivi. Il Grande Spirito avrebbe vegliato sul mondo dei sogni per aiutare le persone a percorrere la loro strada.

Siamo giunti alla fine, spero che l’articolo vi sia piaciuto tanto quanto è piaciuto a me scriverlo. E voi avete aneddoti e/o curiosità da raccontare su questo meraviglioso manufatto? Ne possedete uno? Quale storia vi è piaciuta di più? Aspetto i vostri commenti!

Qua la mano! Valeria

FONTI:

https://lamenteemeravigliosa.it/la-leggenda-degli-acchiappasogni/

https://sorgentenatura.it/speciali/acchiappasogni-un-oggetto-leggendario-e-denso-di-significati

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