Madame, è davvero un successo?

Lo dico subito, non conoscevo Madame prima di sentirla per puro caso durante il tentativo di seguire una delle serate infinite della kermesse sanremese.

Mi ha colpito per le sonorità lontane dai brani classici a cui il festival di Sanremo ci ha abituati, per l’uso dell’autotune che non mi aspettavo in questo contesto (anche se poi praticamente quasi tutti gli artisti in gara lo hanno utilizzato) e lo ammetto per la sua presenza scenica riconoscendo in lei una certa ambiguità, affine alla mia.

La cosa si è conclusa lì, una scappata su Google per vedere chi fosse, il pensiero che fosse qualcosa di diverso ma non memorabile e via.

Qualche giorno dopo la chiusura del festival e la delusione per la vittoria dei Maneskin (parere personalissimo non prendetevela) continuava a ronzarmi in testa il ritornello di Voce, il brano di Madame. Non ho vacillato, provavo una certa resistenza ad abbandonarmi all’ascolto della sua musica.
Non saprei dirvi perché, non disprezzo il rap anzi, forse però sono abituata alla maestria dei grandi come Caparezza e Frankie hi nrg e pensavo (sbagliando) che l’attuale generazione non avesse granché da dire.

Sbagliavo.

Una mattina nel vano tentativo di svegliarmi ed alzarmi dal letto, inciampo in un’intervista a Madame. Il titolo mi colpì abbastanza da portarmi al click.

Raccontava degli episodi di bullismo che l’avevano coinvolta.
Questo evento scatenò il mio interesse, così recuperai altre interviste (video) ritrovandomi, nonostante tra noi ci sia una notevole differenza di età, nelle sue parole, in quasi tutto il vissuto che lei racconta con una nonchalance disarmante.

Ora, prima di parlarvi della sua musica, perché è per questo che scrivo anche se potrebbe non sembrare, vorrei fare un paio di considerazioni sulle quali ho riflettuto nel corso del tempo.

I ragazzi sono vuoti?

Durante tutte le interviste si è messo l’accento su quanto Madame sia giovane e talentuosa meravigliandosene. Personalmente ho letto tra le righe un messaggio davvero brutto e svilente. Se ci si meraviglia in questo modo vuol dire che di fondo si pensa che i ragazzi giovani siano essenzialmente vuoti, senza cose da dire, da urlare. Senza coscienza di se stessi, di cosa gli piace, cosa gli manca, che siano fantocci in attesa di avere un lavoro, una laurea e tendenzialmente un’età che li renda più meritevoli di fiducia e credibilità.

Ci sono dei contro

Madame ha sicuramente utilizzato il suo vissuto per portare l’attenzione su un problema da sempre ignorato e di difficile soluzione. Sicuramente ha anche sfruttato la cosa al momento giusto per beneficiare dell’attenzione che avrebbe portato alla sua musica, ci sta non giudico assolutamente questo, anzi.

Bullismo per chi voce non ha

Mi chiedo però come si sentano tutti quei ragazzi bullizzati che si colpevolizzano per questo.
Si sentiranno ancora peggio perché non riescono a risollevarsi da questa situazione? Magari vorrebbero parlarne ai genitori o ad altri amici se ne hanno e non riuscendoci potrebbero sentirsi ancora più frustrati e in colpa per non averne la forza.

Legittimazione

Forse è un po’ estremo ma per esperienza so come ragionano i bulli. Ho timore che alcune persone, dato che di fatto questi accadimenti sono “spendibili” ed utilizzabili per “farsi vittime” ed ottenere qualcosa, si sentano legittimati a farlo. Quasi come se ti stessero facendo un favore, ti stessero “aiutando” a diventare forte, a crescere e a vendere eventualmente quello che ti è capitato per quello che vorrai.

Tutto si può utilizzare per 5 minuti di notorietà

Pare che ormai si debba avere una storia triste, drammatica per essere presi in considerazione. Se sei una persona con un’infanzia felice, una famiglia unita, che è cresciuta con alcuni dei suoi desideri realizzati, con degli amici e in un’atmosfera sana non avrai nulla da raccontare.

Non potrai essere “l’artista tormentato” di turno.

Personalmente rientro in un’altra categoria ma non penso che chi ha avuto la fortuna di essere sereno non abbia la profondità necessaria per raccontare qualcosa. Che poi diciamolo, tutti abbiamo dei piccoli grandi drammi da raccontare no?

Ora, avrei anche altre cose da dire ma lascerò spazio alla musica perché alla fine è quella che conta e non siete certo qui per i miei pensieri, anche se sarei curiosa di sapere i vostri in merito.

L’album

Madame ci proporne un album omonimo composto da 16 brani per una durata complessiva di 46 minuti e 36 secondi. Al suo interno troviamo moltissimi feat con artisti noti come Fibra, Pinguini Tattici Nucleari, Guè Pequeno etc.
In questo lavoro Madame mette tutta se stessa nel vero senso della parola, credo sia un sunto della sua vita, delle sue esperienze, vissute o sperate, chi lo sa?

Vediamo ora tutte le tracce

Istinto
L’album si apre con il botto, si parla di istinto, di un abuso.
In apertura di un’intervista rilasciata poco dopo Sanremo alla trasmissione le Iene alla domanda “di cosa non vuoi parlare?” Madame risponde “di abusi”. Che sia collegato? Sarà vero? Sarà marketing? Il dubbio viene ma lo abbandono volentieri ascoltando il testo e la base.
Parte del testo che ho preferito:
Ma io non vivo più per dare cose agli altri
E non mi fido tanto delle stupide illusioni
Tutto ciò che luccica io lo passo col panno
Mal che vada resta opaco e mi accontento del danno, yeah

Voce
Il brano che pare abbia davvero vinto Sanremo dato che è al primo posto da settimane.
Indubbiamente orecchiabile soprattutto per quanto riguarda il ritornello, l’autotune è utilizzato il “giusto” e in modo strategico, gli archi arricchiscono e donano un apertura che mantiene alto il brano ottimo equilibrio tra vecchio e nuovo. Da cantante il messaggio di questo testo è piuttosto chiaro ma credo il suo bello sia poter essere “vestito” da più situazioni e vissuti.
Parte del testo che ho preferito:
Mi vedevano ridere sola, ma eri te
Ho baciato un foglio bianco e la forma delle mie labbra
Ha scritto da dove nasci tu e che non morirai

Il mio amico feat. Fabri FIbra
Una dedica alla musica e al rap salvifico sia per Madame che per Fibra. Sonorità leggera ed orecchiabilissima che ricorda un pochino i grandissimi Daft Punk per raccontare il rapporto che ogni artista ha con il proprio strumento. Amore e odio, salvezza e condanna, appiglio e voragine, ispirazione e vuoto ma comunque irrinunciabile.
Parte del testo che ho preferito:
Amico, stammi vicino
Anche in quelle notti in cui io voglio morire
Ma non vuoi sentire tutto quello che dico
Amico, stammi vicino, vicino

Bugie feat. Rkomi e Carl Brave
Un brano che per quanto mi riguarda mi ha lasciato poco. Leggera e piacevole, nelle strofe non mi ha colpita granché, si stampa in fronte solo il ritornello cantato da Madame che però non si concede oltre.
Un po’ un peccato.

Babaganoush feat. Pinguini Tattici Nucleari
Brano squisito giusto per restare in tema, arrangiamento e sonorità azzeccatissime, ciliegina sulla torta l’uso degli archi, degli spunti e strumenti orientaleggianti e del magnifico campanello che mi ha strappato un sorriso. Racconta con estrema leggerezza un tradimento da mille e una notte, senza drammi, senza colpe, errare è umano e si coglie l’attimo. Apprezzabilissima la performance di Riccardo Zanotti voce dei PTN, calzante, spiritoso, colorato.
Parte del testo che ho preferito:
Spari che forano il legno dei cedri
Dei punti neri su questa città
Baratteremo il regno dei cieli
Per un’anarchia dell’anima

Dimmi ora feat. Gué Pequeno
Un brano incalzante per quanto riguarda il ritmo della parola nella prima strofa che mi convince molto di più della seconda cantata da Guè Pequeno che sinceramente mi fa alzare gli occhi al cielo. La solita storia del povero artista raggirato e sfanculato. Molto più introspettiva e vera la parte cantata da Madame e il ritornello dolce amaro quanto basta per restare in mente un bel po’.
Parte del testo che ho preferito:
Perdona la mente non lucida
Però in ‘sti giorni mi serve una multipla
Per collegare i miei cavi
Dar luce alla ragione, ho un rancore che mi percula
E non so stare sola, non so stare nuda

Clito
Finalmente un brano di Madame e basta. Quando si arriva a questo punto dell’album se ne sente quasi il bisogno, un po’ di stabilità nella sonorità ci vuole e sinceramente tutto funziona benissimo!
Un brano acido che spiazza per il linguaggio, il senso non immediato, bello anche il parallelismo tra difficoltà e piacere. Mi è piaciuta molto la voce che si fa cattiva e cruda in alcuni punti e si ammorbidisce in altre. Mi sono chiesta se il fatto che ci siano dei richiami ad una sorta appartenenza partenopea sia voluta o meno.
Parte del testo che ho preferito:
Che rimango incinta di una sfiga?
Fumo siga’ così nasce storta, bam-bam
La storia di una lady un po’ si schifa
Soprattutto quando nulla nel vissuto la fa figa
A volte o fai la zoccola o la bella malandrina
Quando non hai mai sparato
Ma hai sperato in una fine o la tua fine, bang

Mood feat. VillaBanks
Un brano dal suono morbido che sposa esattamente con il “mood” del testo, tutto calza e scivola via, anche qui a contrasto c’è un testo che leggero non è, un vissuto spartano, malinconico in partenza, perso.
Davvero bella.
Parte del testo che ho preferito:
“Fammi spogliare
Anni che mi sento come se lo faccio da vestito”
“Rimaniamo sconosciuti come due comparse
Assaggiarti la mia ricompensa (ah-ah)
Prendimi nelle tue braccia
La normalità fa breccia nella mia vita da pascià (oh)”

Nuda feat. Ernia
Ancora un rapporto, un incontro, la distanza, il gioco e il vuoto che lascia dopo quando la soddisfazione è andata via. L’amarezza di un avvicinamento che non c’è mai stato. Mi è piaciuto meno l’intervento testuale di Ernia, in alcuni punti prevedibile.
Parte del testo che ho preferito:
Mi riempio la saliva di aquile
E corvi dal corpo ti volano via
Poi sbattono le ali, e non battere ciglio
Ma battimi tuh, ah La mia storia è come un cubo di Rubik
Un nido di lupi, yeah
La mia nuova è una lampadina nel buio
Non guardare al futuro, se no prendi paura, mio amore

Bamboline Boliviane
2.48 minuti in cui Madame vomita parole pesanti come macigni. Qui c’è tutto.
Quello che lei desidera, come l’ha ottenuto, un’ammissione di colpa che in pochi arrivati al “successo” sanno fare e la cosa che mi ha commossa di più, la solitudine. Consiglio di leggere attentamente tutto perché c’è davvero troppa roba per poter riassumere tutto qui!
Parte del testo che ho preferito:
Sono sempre stata sola
Con me e me stessa solo
Che ora entrare in relazione
Sembra un parto

Mami Papi
Altro testo potentissimo.
Madame ha detto di averlo scritto quando su Instagram ha chiesto ai suoi follower cosa desiderassero e in molti le scrissero di voler sapere se i genitori li amassero e simili. Lei ha raccontato i suoi drammi famigliari tutti chiarissimi e didascalici, in quanti ne avrebbero il coraggio?
Tematica davvero spinosa, tutti abbiamo degli insoluti con i genitori, me compresa e credo che in questo testo Madame riesca a condensare la complessità di un rapporto che non è detto trovi un equilibrio sano e solido prima o poi. Tutto resta aperto, tutto insoluto, forse come nella vita.
A stemperare il ritornello quasi fin troppo “allegro” con questo ostinato che come un tarlo nella testa scava nelle nostre insicurezze.
Parte del testo che ho preferito:
Dimmi che ho il sole negli occhi
Dimmi a chi somiglio
Dimmi: “Andiamo nei boschi”
Dimmi: “Di te mi fido”
Dimmi che mi vuoi bene
Dimmi che saprò gestire un figlio
Dimmi che sei un verme
Oppure dammi un altro bel consiglio
Dimmi che devo fare quello che non hai potuto
Dimmi quanto è importante lo studio
Dimmi che la droga è per chi odia il futuro
Dimmi quanto è bello essere belli in culo

Baby
Come ci si sente ad avere il coltello dalla parte del manico in un rapporto non proprio sano ed equilibrato? Eccone un piccolo riassunto. Brano leggero, anche qui la tematica non lo è poi tanto. Un brano in cui sono certa anche molti non giovanissimi possano ritrovarsi. L’arrangiamento ben si “sposa” con il testo.
Parte del testo che ho preferito:
Mi pesti il piede sotto il tavolo se rido forte
Come a dire ti stanno fissando in tanti
Lasciami fare la donna meno pop
Ho tempo per rovinarmi i piedi con i tacchi
E patti chiari
Sono fuori a fare affari
Le minigonne
Le lascio alle Ferrari

Luna feat. Gaia
Dalla prima nota ho pensato a Can’t get you out of my head di Kylie Minogue, arrangiamento che funziona bene, un beat costante che pompa il giusto e sostiene tutto. Mi ha divertita molto il parallelismo tra Dio e i deal, tra il voler l’impossibile e il disprezzarlo, tra chi sta in basso e aspira all’alto e chi da lì vorrebbe vedere la luna proprio dal profondo.
Parte del testo che ho preferito:
Tu scendi dalle stelle come il re dei cieli (oh-oh)
Piangi e piove a catinelle, porterò dei teli (oh-oh)
Rimango a secco certe sere perché non mi piangi addosso
Ti rilasso con un piede sotto il tavolo
Però sembri sempre Di-Di-Dio, eh
Non ti muovi dai tuoi de-de-deal, eh

Amiconi freestyle
Un flusso di coscienza, un ritratto a colori fin troppo vividi della vita di una ragazza di 19 anni.
Traspare il lavoro su di sé, traspare quanto è chiara la natura di alcune persone per quanto cerchino di nasconderlo. La consapevolezza di chi davvero conta.
Da leggere tutta.

Tutti muoiono feat. Blanco
Nel titolo tutto il senso del brano. Il beat che si sincronizza con il cuore e sottolinea ogni parola, la presunzione di sapere, di professare ma alla fine… leggete il titolo.
Bello l’intervento di Blanco e la performance vocale convincente. Anche qui un ottimo equilibrio nell’arrangiamento.
Parte del testo che ho preferito:
Odio il tempo perché vince sempre
È quella goccia che mi cade sulla fronte dal soffitto
Un “tic-tac” continuo come mentire
Dicendo che non sembra immenso
E su una barca senza remi ho visto il vento immobile
Magari è a fare merenda, vero, mamma?

Vergogna
Questo testo conferma quasi i miei timori verso chi prova sulla propria pelle il dolore derivato dall’abbandono e il bullismo. Madame ha davvero superato tutto o semplicemente ci sta surfando sopra e li sfrutta?
Si sta ancora “facendo problematica”?
Perché si confermo, farsi martiri, fare un po’ del vittimismo capita. Giacché mi tocca soffrire che vedano tutti quanto sto male, che mi compatiscano pure, almeno non sarò più invisibile.
Si finisce per pensarlo, certo non tutti, ma capita.
Quello che racconta questo testo è grave e spero davvero che porti attenzione sulla questione.
Che porti consapevolezza alle istituzioni e i genitori.

Da leggere tutto.

Parte del testo che ho preferito:
Non mi interessa di me stessa, tanto sono un’addizione
Amici più famiglia, più ennesima convinzione
Mi nutro del piacere che mi provoca incostanza
Aspiro a tutto bronco le carezze di una mamma

La vergogna non la provo (Provo)
E la mia faccia non colora (Colora)
Sono così sincera da (Da)
Farmi schifo da sola (Sola)
Se fossi me medesima (Medesima)
Non saprei neanche piangere (Piangere)
Evito il dolore come (Come)
Come i sensibili il sangue (Sangue)

Eccoci alla fine, è stata lunga e difficile ma se avete letto fino a qui, vi ringrazio davvero!

Osservate le persone, guardatele davvero.

Alla prossima, vostra T.

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