2048: l’anno in cui sparirà la vita nei nostri oceani

Eccoci di nuovo a parlare di inquinamento e oceani. Abbiamo già trattato in passato di isole di plastica e microplastiche, vi abbiamo dato consigli su come ridurre il consumo di plastica usa e getta rendere più sostenibile la vostra spesa e la pulizia delle vostre case.

Non vi abbiamo mai parlato di come l’industria della pesca sia responsabile del 46 % della plastica gettata nei nostri mari. Questo perché ammetto che fino ad oggi io stessa non fossi a conoscenza di questo dato.
A renderlo noto al grande pubblico il film documentario Seaspiracy, disponibile su Netflix.

Perché se sappiamo che gli ecosistemi marini (e con essi quelli terrestri) siano al collasso e che la plastica rappresenti per loro una condanna, i paesi si sono impegnati in campagne contro la plastica usa e getta e non disciplinando la pesca? Ovviamente per interessi economici. E’ più facile dire ad un cittadino di usare cannucce di metallo e borse per la spesa in stoffa che mettere bocca in un mercato plurimiliardario come quello ittico.

Purtroppo però si è stimato che, se anche smettessimo di introdurre anche un solo grammo di plastica nell’oceano, se non fermiamo l’inquinamento da pesca i nostri oceani e la vita al loro interno sarebbero comunque condannati.

E l’inquinamento da plastica non è che il principio degli effetti lesivi che la pesca ha sui mari e sul nostro pianeta.  Il 40 % del pescato è fatto da delfini, squali, tartarughe e uccelli marini che muoiono inutilmente tra le reti dei pescatori e vengono ributtati in mare senza vita. Non sono “solo” balene quindi ad essere vittime della pesca e dei rifiuti connessi ad essa ma anche numerose altre specie fondamentali per mantenere sani e vitali gli oceani, tra essi:

Squali

Si stima che la popolazione degli squali si sia ridotta in base alle varie specie tra l’80 e il 90%. Essendo questi fondamentali per la biodiversità degli oceani e la catena alimentare di diversi ecostistemi ciò significa impattare gravemente su centinaia di altre specie.

Tartarughe marine

6 specie su 5 sono a rischio di estinzione a causa della pesca. 250 000 tartarughe vengono uccise ogni anno dall’industria ittica attraverso le reti da pesca.

Delfini

La pesca uccide esponenzialmente più delfini attraverso le reti di quanto non si faccia durante la mattanza giapponese a taijii. Nel documentario si dimostra anche come le certificazioni di pesca sostenibile e marchi come il “dolphin safe” siano falsi: vere e proprie truffe.

Attualmente non esistono modelli di pesca sostenibile per il mercato ittico. L’unico atteggiamento veramente sostenibile sta nel ridurre o eliminare il consumo di pesce.

Piante marine e coralli

Ogni giorno 25 milioni di acri di fondale vengono distrutti dalla pesca a strascico. Gli oceani producono il 70% dell’ossigeno che respiriamo e noi li stiamo distruggendo alla velocità di 27 campi da calcio al minuto.

Se manterremo questo ritmo insostenibile, se continueremo a girarci dall’altra parte e ci aggrapperemo alle nostre abitudini di vita senza metterci in gioco nel 2048 non vi sarà più vita nei nostri oceani. Cosa stiamo lasciando ai nostri figli? Cosa resterà per noi?

Vi consiglio la visione del film Seaspiracy per approfondire e avere altre informazioni e vi allego alcuni articoli che potrebbero interessarvi.

Un saluto e un grosso abbraccio Persone a 360 gradi,

Barbara.

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