Haiku, ricordi di musica

In questi giorni sto conducendo delle ricerche riguardo la musica tradizionale giapponese e le sue origini.
Leggendo articoli, estratti di testi accademici ed altro, ho appreso che le prime forme di canzone, oltre ad importare sonorità dalla Cina, Corea e India, ne sfruttava anche i testi.
Quindi le poesie cinesi ed i sutra indiani andarono a comporre le liriche del tempo, acquisendo poi nel tempo una loro forma più originale. Gli haiku non fanno eccezione ed in molti di questi si trovano riferimenti a suoni e canti naturali.

Quello che vi propongo oggi rappresenta un esempio perfetto di quanto scritto sopra.
In realtà il motivo per il quale l’ho scelto è più sentimentale, infatti mi ha riportata alla velocità del suono alla mia adolescenza.

Spesso mi ritrovavo a cantare interi pomeriggi e giornate e non mi stancavo mai, ripetevo sempre le stesse canzoni, godevo della libertà vocale, del sentire fluida la mia voce. Tenevo la mia finestra aperta e cantavo alla mia immagine riflessa sul vetro, oppure alla brezza che mi sfiorava il viso.
Improvvisavo interi show con il telecomando in mano a simulare il microfono, mentre il mio Canta tù riproduceva frammenti di canzoni maniacalmente registrati dal programma radio di turno, con lo speaker che immancabilmente parlava sugli ultimi secondi della canzone rovinando tutto.
Altre volte mettevo a loop un videogioco nella PlayStation per sentire l’opening theme, cantarla, ed ogni volta aspettare vari minuti, perché tra una riproduzione e l’altra si avviava una demo del gioco. Un supplizio piacevole anche se può non sembrare.

Per restare in tema Giappone, la prima che mi viene in mente è Addua, l’opening di Tenchu Stealth Assassins.
In un giapponese totalmente inventato cantavo cercando di simulare quelle melodie dalle sonorità e modulazioni particolari, era tremendamente divertente!

La lascio qui per capire di cosa si tratta, esiste anche la versione estesa che però ho scoperto solo dopo l’avvento di internet.

Il ricordo di quei momenti mi porta serenità e un pochino di nostalgia.
Voi avete dei momenti che vi suscitano questi sentimenti?

Alla prossima, vostra T.

 

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