I Riflessi Primitivi nei bambini

Quando un bambino nasce si trova a dover affrontare un mondo
che è totalmente diverso da quello sicuro e protetto nel grembo della madre, un
mondo ricco di stimoli sensoriali a cui reagire per sopravvivere.

Ecco perché è provvisto di una serie di riflessi funzionali detti RIFLESSI PRIMITIVI o ARCAICI, che gli permetteranno di fornire risposte immediate agli stimoli del nuovo ambiente. Essendo riflessi sono movimenti automatici, stereotipati ed eseguiti senza coinvolgimento corticale.

I riflessi primitivi sono necessari nei primi mesi di vita, ma dopo un certo periodo di tempo, con lo sviluppo delle reti neurali nelle aree corticali superiori, devono essere inibiti per diventare movimenti controllati. Se questi dovessero rimanere attivi, per vari motivi dovuti a mancate tappe relative alla crescita, diventerebbero limitanti per lo sviluppo dei successivi Riflessi Posturali.

I Riflessi Primitivi attivi possono influenzare inoltre diverse aree funzionali come la coordinazione, la percezione sensoriale, l’area cognitiva ed espressiva. Tutte funzioni basilari per l’apprendimento delle basi richieste dalla scuola: lettura, che richiede movimenti oculari precisi, scrittura, che richiede buona coordinazione occhio-mano e linguaggio, che dipende dalla coordinazione dei movimenti di laringe, faringe, lingua e muscoli della bocca.

Di seguito si può vedere la tabella che riassume i periodi
di insorgenza e di inibizione dei riflessi primitivi.

“Riflessi, Apprendimento e Comportamento – Una finestra aperta nella mente dei Bambini” di Sally Goddard

Vediamo alcuni riflessi nello specifico:

  • RIFLESSO DI MORO: insorge dopo 9 settimane nell’utero materno e dovrebbe essere inibito 4 mesi dopo la nascita. Si attiva in risposta ad uno stimolo improvviso come: cambiamento della posizione della testa (Moro Vestibolare), rumore (Moro Uditivo), variazioni della luce o movimento (Moro Visivo) oppure dolore (Moro Tattile). La risposta restituita dal bambino sarà una rapida inspirazione con estensione degli arti superiori, paralisi e spavento momentaneo, seguiti da un tentativo di aggrappamento e in seguito il pianto. È una reazione involontaria nei confronti di uno stimolo minaccioso e se non integrato dopo 2-4 mesi di vita, il bambino resterà ipersensibile ad alcuni canali sensoriali e quindi reagirà eccessivamente agli stimoli. Inoltre, producendo costantemente adrenalina e cortisolo (gli ormoni necessari per lo stato di allerta), non saranno più disponibili le scorte per una copertura immunitaria adeguata e per reagire agli allergeni e il bambino sarà quindi più soggetto ad allergie alimentari. Dal punto di vista visivo saranno presenti problemi di oculomotricità e visuo-percettivi.
  • RIFLESSO TONICO ASIMMETRICO CERVICALE (ATNR): emerge dopo 18 settimane nell’utero e viene inibito dopo i 6 mesi di vita. È il riflesso che dovrebbe agevolare il movimento del feto (lo scalciare), lo sviluppo del tono muscolare e fornire la stimolazione vestibolare. È quindi importante perché la mobilità che provoca porta alla stimolazione dei meccanismi di equilibrio e incrementa le connessioni neurologiche. Il parto rinforzerà questo riflesso in modo da essere pienamente pronto alla nascita. Si può notare quando il bambino ruota la testa da un lato e le braccia dello stesso lato sono distese, mentre quelle del lato opposto contratte. Si attiva anche quando viene messo in posizione prona e ruota la testa di lato per non ostruire le vie respiratorie. Quindi il bambino muove le braccia e le gambe in funzione dei movimenti della testa (movimento omolaterale) e questo è molto importante per lo sviluppo della visione e della coordinazione occhio-mano. L’integrazione di ATNR avviene attraverso modifiche graduali di questi movimenti come ad esempio l’osservazione delle proprie mani per poi portarsele alla bocca oppure quando in posizione prona si solleva per afferrare gli oggetti. In questi movimenti si migliora la cooperazione tra i due occhi (visione binoculare). Con la possibilità di allungare le mani verso gli oggetti di interesse si sviluppa anche l’accomodazione (messa a fuoco) perché ha la possibilità di toccarli e quindi di integrare movimento-tatto-visione. Il processo di integrazione di ATNR porta anche allo sviluppo della coordinazione occhio-mano, necessaria per la scrittura e la lettura.
    Se però questo riflesso non viene integrato correttamente allora il bambino sarà in difficoltà a oltrepassare la linea mediana (che divide i due emicorpi) causando difficoltà ad imparare a passare un oggetto da una mano all’altra, ad eseguire i compiti che chiedono alla mano destra di lavorare sul lato sinistro e viceversa e usare insieme le due mani perché i due emisferi non comunicano in modo appropriato. Sarà in difficoltà con compiti che richiedono motricità fine o destrezza manuale. Anche la lettura sarà difficile perché si richiede di leggere sulla stessa riga frasi che si trovano a sinistra e frasi che si trovano a destra, dovendo così oltrepassare la linea mediana e fare interagire i due emisferi.
  • RIFLESSO TONICO LABIRINTICO (IN AVANTI o ALL’INDIETRO) (RTL): emerge alla nascita e dovrebbe essere inibito dopo 4 mesi di vita quello in avanti e dopo 3 anni quello all’indietro. Nei primi mesi di vita è collegato al Riflesso di Moro perché hanno entrambi origine vestibolare, quindi attivi dalla stimolazione del labirinto. Viene sollecitato dal movimento della testa in avanti o indietro, sopra o sotto il livello della spina dorsale determinando un’immediata estensione delle gambe e braccia. Il riflesso in avanti dovrebbe essere inibito entro i 4 mesi, mentre quello all’indietro è un processo più graduale che è collegato alla comparsa di diversi riflessi posturali. L’utilità di questo riflesso è che consiste in una primitiva risposta al problema della gravità. Entro i 6 mesi la risposta di questo riflesso dovrebbe essere modificata per permettere un corretto sviluppo del controllo della testa con comparsa di riflessi di raddrizzamento cervicale oculare e labirintico. L’RTL influenza anche lo sviluppo del tono muscolare lungo il corpo.
    Se non inibito influenzerà la funzionalità vestibolare e la sua interazione con gli altri sistemi sensoriali. Il bambino avrà quindi difficoltà nel valutare lo spazio, la distanza, la profondità e la velocità. Non avendo la giusta percezione della posizione del corpo nello spazio, sarà difficile anche distinguere destra e sinistra, l’alto e il basso, il davanti e il dietro.
    Se RTL persiste, allora non si svilupperà a pieno il riflesso di raddrizzamento cervicale portando ad una compromissione del funzionamento degli occhi. Infatti l’equilibrio sarà alterato dalle errate informazioni visive ricevute e a sua volta la visione sarà alterata dall’equilibrio precario.
    RTL prevede che al movimento della testa corrisponda una distensione delle gambe, quindi se dovesse restare attivo sarà difficile strisciare e gattonare, movimenti importanti per l’integrazione sensoriale, ostacolando la coordinazione, la percezione e la visione.
L'IMPORTANZA DEI RIFLESSI PRIMITIVI NELL'APPRENDIMENTO (SECONDA PARTE) -  Rossana Giorgi - Neuro psicomotricità
https://centroevoluzionebambino.it/2018/08/08/317/

La valutazione dei riflessi primitivi dopo il primo anno di vita viene effettuata da diverse figure tra cui psicomotricisti e optometristi che si occupano di rieducazione visiva. Quando emerge che qualche riflesso primitivo risulti attivo, allora si svolgono una serie di esercizi che permettono di inibirlo. Deattivare questi riflessi è quindi importante per migliorare le abilità motorie e cognitive dei bambini e per aiutarli nell’apprendimento durante la scuola e nel movimento e coordinazione durante tutta la vita.

Per qualsiasi dubbio o approfondimento lasciate un commento o contattatemi alla mail delbono.serena@gmail.com.

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