L’ansia dell’aspettativa…

Oggi si parte così, in modo piuttosto diretto.
Questa frase racchiude un pensiero che, se applicato, è in grado di liberarci da tutta una serie di frustrazioni oltre che dalla sofferenza…

Questa settimana parleremo di apprendimento e cosa c’è di più frustrante dell’aspettarsi un determinato risultato dopo il nostro duro lavoro e non vederlo arrivare?

Personalmente mi sono trovata spesso a provare questa spiacevolissima sensazione.
Mi impegnavo da anni per la riuscita di un progetto e nulla, finito da un momento all’altro senza vederne i frutti.
Parlavo con sincerità alla gente, mi aspettavo di essere ripagata allo stesso modo e… nulla.
Studiavo come una matta senza riuscire ad arrivare al voto che desideravo etc etc.

Come per tutti la lista è davvero lunga…

Come disse Thomas Eliot (poeta statunitense), ” Quello che conta è il percorso del viaggio e non l’arrivo
Forse più occidentale e nelle nostre corde ma il succo è lo stesso.

Godersi il viaggio significa proprio non pensare all’arrivo, quindi non crearsi un’aspettativa riguardo alla meta.

Chissà quante parole sono state spese per esprimere questo concetto, eppure nessuna riesce a modificare il nostro modo di vivere. Capire perché è semplice, la sofferenza è parte della vita dell’uomo e da secoli cerchiamo il modo di non provare quest’emozione.
Anche in questo caso l’aspettativa di non voler più provare una determinata sensazione genera l’essere focalizzati sulla stessa e quindi ritrovarsi in un circolo vizioso.

Quello che sto cercando di dire è che, indipendentemente dalle frasi sagge, o dalle nostre intenzioni, forse dovremo cercare di non fare, di non cambiare e semplicemente ascoltare. Vivere, l’attimo, il momento, la vita.

Che ne dite di provarci? Anche solo per un’ora, metà mattina, la giornata…

Scegliete voi!

Non pianificate, non aspettatevi nulla, vivete e basta.

Alla prossima, vostra T.

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