“La guerra dei mondi”: Quando la radio convinse 1 milione di persone dello sbarco dei marziani.

Usa, 1938. Orson Welles conduce una trasmissione radiofonica “Mercury Theatre on the Air” all’interno della quale lascia spazio a letture di romanzi celebri. Un giorno decide di ospitare all’interno del programma alcuni brani dal libro fantascientifico di Herbert George Wells “La guerra dei mondi”. Si pensò di adattare il romanzo proponendolo come una serie di finti notiziari da intervallare a della musica e modificando alcuni passaggi del testo al fine di rendere la narrazione ambientata nell’America di allora.
Vennero impiegati rumoristi, tecnici del giornale radio e finti testimoni oculari per rendere il tutto più verosimile.

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (…)».

L’idea di Welles non era però ingannare i suoi radioascoltatori, tant’è che comunicò si trattasse di finzione all’inizio della trasmissione, alla sua conclusione ed a circa 40 minuti dall’inizio del programma.
Nonostante ciò circa 1 milione di persone crebbe si stesse verificando un’invasione marziana a danno della terra. Molte persone lasciarono le proprie abitazioni, alcune ebbero attacchi di panico e reazioni isteriche, i numeri di pronto intervento vennero presi d’assalto.

I numeri però potevano essere ben più alti! Si stima che solo il 2% della popolazione (circa 6 milioni di persone) abbia assistito alla trasmissione e che solo il 20% degli ascoltatori si convinse si trattasse di avvenimenti reali. I giornali di allora gonfiarono la notizia e descrissero un’America in preda al terrore.

Nonostante ciò questo avvenimento risulta molto interessante e significativo per quanti si interessino di sociologia e psicologia, soprattutto in merito al rapporto delle persone con i media e le fake news.
Lo psicologo statunitense Hadley Cantril condusse degli studi sul pubblico che aveva assistito al programma ed, insieme al suo gruppo di ricerca, cercò di capire come fosse possibile che una trasmissione radiofonica potesse generare un tale fenomeno di isterismo collettivo.

Lo studioso è giunto alla conclusione che i radioascoltatori siano stati tratti in inganno, oltre che dalla qualità del prodotto trasmesso, anche dal fatto che la radio, medium principale negli anni 30-40, abbia dato un senso di veridicità alla notizia, aumentandone il “valore”. Questo, aggiunto al fatto che la forte reazione emotiva ha indotto le persone a non compiere le normali azioni di verifica della notizia, ha scatenato il panico.

Da decenni ci si interroga sugli effetti dei media sulla popolazione, specie oggi, in un mondo costantemente connesso o davanti ad uno schermo. I media possono essere incredibilmente efficaci e plasmare la nostra percezione della realtà circostante; questo però solo se glielo lasciamo fare abbandonando il nostro senso critico e ci accontentiamo di una lettura superficiale dei contenuti.

Normalmente un essere umano ha una attenzione selettiva. Ciò significa che nell’ascoltare una notizia tendiamo a cogliere solo gli elementi che sembrano confermare il nostro punto di vista, indipendentemente dal fatto che sia una opinione frutto di fatti oggettivi o dettata da pregiudizi e preconcetti. Questo atteggiamento limita la nostra capacità di informarci e ci rende facilmente influenzabili, limitando, di fatto, la nostra libertà.

Se poi l’argomento di cui si sta parlando è in grado di attivarci emotivamente la situazione peggiora, poiché si riduce ulteriormente la nostra capacità di discernimento.
Trovo che sia un tema di enorme attualità, specie se si considera il particolare momento che stiamo vivendo. In tanti hanno usato la pandemia e le nostre paure per portare avanti i loro interessi; moltissimi si sono lasciati vincere dall’irrazionalità e da teorie del complotto intrise di fake news rendendo la situazione ancora più complessa.

Credo che alla luce di tutto ciò sia importante che noi tutti si sfrutti questa particolare circostanza per divenire più attivi nella ricezione e comprensione delle informazioni che i media ci forniscono. Trovo sia fondamentale per il benessere e la salute di tutti che ciascuno di noi impari ad informarsi e a mettere da parte la propria emotività giusto il tempo per verificare una fonte o un articolo.

Ricordiamoci che il mondo dei media è enorme e capillare e può imporci non solo cosa pensare ma anche su cosa riflettere! Il meccanismo dell’agenda setting infatti stabilisce quali informazioni e quali argomenti trattare in modo sistematico e, in questo modo, può limitare l’interesse pubblico a certi aspetti di attualità piuttosto che altri. E’ importante quindi imparare a ragionare con la propria testa e , allo stesso tempo, a mettere in discussione se stessi e le proprie convinzioni.

Conoscevate questo avvenimento? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere in un commento!

Un grande abbraccio persone a 360 gradi,

Barbara.

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