Una musica può fare: intervalli musicali ed effetti sul corpo.

” Il suono intesse tutta la conoscenza. Tutto l’universo poggia sulla risonanza” Vakya Padiya

Il suono è un’insieme di vibrazioni dotato di differenti frequenze ordinate ritmicamente ed è misurabile attraverso 4 parametri.

Altezza: si riferisce al numero di vibrazioni al secondo dell’onda sonora, si misura in Hz. La nota LA dell’ottava centrale del pianoforte vibra 440 volte al secondo (440 hz). Anche le nostre corde vocali vibrano alla stessa velocità! Incredibile vero? L’orecchio umano percepisce i suoni compresi tra le 16 e le 20.000 vibrazioni al secondo. Sotto questa soglia abbiamo gli infrasuoni, oltre abbiamo gli ultrasuoni.

Intensità: si riferisce all’ampiezza dell’ onda sonora, più banalmente il volume. Più è ampia più il suono è debole, più è fitta e più il suono è forte. Si misura in decibel.

Timbro: è ciò che rende riconoscibile la fonte sonora da cui proviene il suono, anche a parità di altezza ed intensità infatti, riusciamo a distinguere più suoni contemporaneamente. La voce umana è unica ed irripetibile per ogni individuo, questo perché ogni corpo (generatore del suono) ha delle caratteristiche (morfologiche, etc.) che generano armonici unici.

Durata: valore temporale per cui un suono o il silenzio si prolunga.

Questi suoni si articolano attraverso il ritmo, la melodia e l’armonia formando quella che chiamiamo musica.

Il ritmo ha la capacità di influenzare anche l’umore, studi sperimentali hanno rilevato che:

  • 30/40 battiti al minuto generano tristezza
  • 60 battiti al minuto hanno funzione rasserenante
  • 80 > battiti hanno funzione attivante

La melodia è una successione di altezze sonore differenti disposte secondo combinazioni ritmiche e tonali.

L’armonia è una sovrapposizione di suoni e sfruttando la relazione tra loro, possiamo generare tensione o risoluzione in base a come posizioniamo e li utilizziamo all’interno di un brano.

I rapporti tra i suoni che compongono la musica sono vari e occorre studiare per comprenderne la natura, ma qui ci limiteremo a specificare che attraverso l’utilizzo del sistema tonale è possibile dare dei nomi e delle distanze specifiche alle note. Tutto nella musica è organizzato e calcolato anche se di fatto non sembrerebbe.

La scala diatonica

Il nome potrebbe spaventare ma tutti ne conosciamo almeno una, quella di do maggiore!

DO RE MI FA SOL LA SI DO

Le 7 note che compongono questa scala hanno dei rapporti interni e delle distanze specifiche che, applicate ad altre note formano altre scale.

Gli intervalli

Quando vogliamo capire i rapporti che collegano due note occorre calcolarne la distanza o intervallo. La distanza più piccola è il semitono (che troviamo nella scala scritta più sopra tra il MI ed il FA e tra il SI ed il DO). Tra tutte le altre note, sempre in riferimento alla scala di do maggiore, c’è 1 tono (somma di due semitoni). Al fine di favorire la comprensione della prossima parte vi basterà sapere che gli intervalli si catalogano per quantità e qualità.

  • Quantità: quanti nomi di note ho tra la prima e l’ultima. Esempio DO – SOL, in mezzo a queste note ne ho altre tre, RE MI FA, quindi ho un’intervallo di QUINTA (do re mi fa sol)
  • Qualità: maggiore, minore, eccedente, diminuito, etc. non mi dilungo perché non occorre approfondire questo per comprendere il prossimo punto.

Intervalli e gli effetti sul corpo secondo F. Maman.

Secondo Fabien Maman, padre fondatore della terapia vibrazionale del suono, gli intervalli seconda (es. DO – RE 1 TONO) inducono forti tensioni interne perché caratterizzati dalla dissonanza, sinonimo di contrapposizione della polarità.

Gli intervalli di terza (es. DO MI) e quarta (es. DO FA) inducono l’espansione, toccano molto in profondità l’ascoltatore portando in superficie le emozioni, stimolando il lavoro di entrambi gli emisferi cerebrali.

L’intervallo di quinta (es. DO SOL) pare abbia una connotazione spaziale e stimoli gli organi ed i chakra smuovendo il QI che si pronuncia CI (per i giapponesi KI) ovvero la nostra energia interna. In molte delle pratiche orientali il QI trova beneficio, ne parliamo anche QUI con la pratica del Qi Gong.

L’intervallo di sesta viene definito di apertura totale, apre il corpo all’universo e all’altro.

L’intervallo di settima non provoca blocco come quello di seconda ma è anch’esso tensivo, a livello molecolare pare stimoli le cellule sane. Avendo in se carattere di tensione che spinge verso la risoluzione induce alla crescita ed è utilizzatissima nelle pratiche spirituali. Porta all’elaborazione e risoluzione dei conflitti interni.

L’intervallo di ottava rappresenta l’unione tra passato, presente e futuro. Simboleggia inoltre il raggiungimento del sé superiore.

Curiosità

La cura del corpo attraverso i suoni è pratica antica, ci sono testimonianze secondo le quali nell’antica Grecia si curassero i problemi alla schiena utilizzando i modi pentatonici riportando il ricordo di memorie dolorose. Le vocalizzazioni momocorde che si trovano in alcuni mantra tibetani venivano utilizzati per cercare la stabilità / fissità mentale e fisica. Il primato però va all’India che con le sue 72 scale, pattern ritmici sono in grado di destrutturare e riequilibrare il sé. In questa cultura l’ottava viene divisa in 22 intervalli che corrispondono ad altrettante posizioni del corpo dette Nadi. Secondo il musicoterapeuta indiano Vemu Mukunda ogni scala è in relazione con le emozioni, stagioni ed orari del giorno diversi. Le emozioni possono essere evocate e liberate proprio grazie all’applicazione dei loro suoni corrispondenti.

La musica ed i suoni regalano emozioni diverse ad ognuno di noi e per quanto tutto sia anche frutto di calcoli matematici, regole e dettami, continuo a pensare che ci sia molto altro.

E voi cosa ne pensate? Come sempre attendo le vostre impressioni!

Alla prossima, vostra T.

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