Cos’è l’amore platonico?

Sicuramente avrai sentito un’amica o un amico (o magari anche tu) parlare di “amore platonico”, ovvero di un legame profondo che proviamo per qualcuno , ma che per diversi motivi deve essere confinato solo “all’idea dell’amore”.
Questo profondo legame spesso lo avvertiamo con la forte sintonia mentale, nel carisma di una persona o nel fatto che è in grado di farci sentire importanti, andando oltre il genere, la distanza e la differenza d’età.
Potrei aggiungere che è un amore contemplato, è l’ammirazione nei suoi confronti, ma che contiene dei limiti e dei confini talmente significativi da non trasformarsi nell’amore pieno.
Nonostante l’aggettivo “platonico” si riferisca al filosofo greco che postulava l’amore come moto dell’animo prima e unione tra entità poi, il termine è diventato quasi sinonimo di “amore casto” a volte anche reciproco, confinato alla mente e all’utopia.

Secondo Platone, l’amore è un impulso che ci spinge a contemplare una persona, attraverso delle fasi, dei livelli che apprezzano le diverse forme della bellezza. Non esiste quindi solo un livello di bellezza, ma più strati che vanno dalla superficie, fino ad un nucleo profondo e spirituale.

La Bellezza corporea è la prima fase. L’attrazione si sofferma sul nostro canone estetico e tanto più l’altra persona è bella per noi, tanto più facilmente passerà dall’estetico al mentale per addentrarsi nella bellezza delle anime. In questa fase, l’attrazione del mondo interiore dell’altro, della sua mente e della sua morale, sarà motivo di legame più intenso

La Bellezza della saggezza invece, descrive l’amore per la conoscenza, per le idee, andando oltre la persona amata. Questo concetto spiega come l’amore non si fermi ad alcuni aspetti, ma riesce ad andare nei pensieri più profondi, toccarli e farseli propri e ravvivandoli

Infine il concetto della “Bellezza totale”. qua la possibilità di sperimentare l’amore per la bellezza in sé, emessa da qualsiasi oggetto o soggetto. Si tratta del livello di amore supremo, il più grande, perfettamente espressi nel “Cantico delle creature”, dove la bellezza narrata da San Francesco era un inno all’amore puro, incondizionato ma impossibile da concretizzare con passionalità carnale.

Quest’ultimo passo è caratterizzato dal conoscimento spassionato, disinteressato e puro della bellezza. Contempla un sentimento che non si corrompe né si altera con il passare del tempo.

Qual è il significato dell’amore platonico in psicologia?

L’espressione “amore platonico” è utilizzata per definire una relazione mentale che vive nei sogni e nella purezza dell’immaginario, ma che fondamentalmente è incompleto.

Esistono dei termini che definiscono l’ammirazione per qualcuno, l’immersione in una piacevole realtà o il desiderio profondo di sperimentare la vita.
La nostra fantasia ha la capacità di togliere tutti i paletti della realtà e di farci sentire e vedere quel profondo amore nella perfezione di come lo vorremmo vivere. È come immaginare di vivere una piena felicità con qualcuno, togliendo tutte le tristezze e le difficoltà della vita.
Proprio perché l’amore platonico è utopico, la tendenza a coltivare amori platonici, può nascondere la paura del confronto con la realtà e l’idea di vivere una perfezione che non ci sarà mai.

Da che cosa si differenzia dall’amore passionale?

Se è vero che l’amore non ha confini, potrei dirti che l’amore passionale si trasforma dal pensiero al concreto, mentre l’amore platonico rimane agganciato al mondo dell’immaginario.

A volte è ragionato e accettato, altre volte è una fantasia che pretende un cambio di rotta e diventare passionale.

L’amore passionale è come un mare meraviglioso; ora le onde si infrangono con forza contro gli scogli mostrando la potenza del suo ardore e ora diventa una placida distesa d’acqua, serena ed accogliente. L’amore platonico, rimanendo in questa metafora, è l’idea di voler immaginare questo mare perché bello ed attraente. Ma da lontano.
Perché ho scelto “l’idea di voler immaginare” e non il “vedere questo mare” da lontano? Chi prova l’amore platonico contempla la bellezza dell’altro e costruisce mentalmente tutto quello che sogna di vivere con quella persona. Anzi, spesso è volutamente confinato. Per usare una metafora, è come guardare qualcuno che compie uno sport estremo. Ti affascina, ti piace l’idea, ti fa sognare il pensiero di poterlo fare, ma magari non lo faresti mai!

Chiariamo, la fantasia è il motore di qualsiasi innamoramento e senza di essa non saremmo in grado amare nel bene e nel male.
Però il confine tra platonico e passionale è sottilissimo ma netto e demarca l’idea di ammirare la bellezza dell’altro (fisica, mentale, sintonica) rispetto al voler godere della totalità dell’altro, con i pregi e difetti che possono presentarsi.

10 segnali per riconoscere l’amore platonico

Nell’amore, nell’Eros e nella sessualità, molti confini sono leggeri e possono passare da un’ espressione all’altra in poco tempo. È una sottile alchimia dove gli ingredienti sono calibrati e armonici.

Alcune domande che puoi porti, possono contribuire a farti comprendere la differenza tra l’amore platonico e le diverse sfumature dell’innamoramento, dall’infatuazione all’ossessione.

  1. È un’idealizzazione? Nell’amore platonico si idealizza completamente l’altro dando una forma perfetta alla bellezza. Non è solo la bellezza estetica, ma la bellezza di immaginarsi avvolti in una relazione che non esiste o che esiste parzialmente (il collega o la collega che vedi solo durante l’orario di lavoro, per esempio). Se la possibilità di relazione c’è, il confine tra amore platonico e amore totale è superato. Viceversa, se questa relazione non esiste, l’amore è circoscritto alla fantasia, può essere un’infatuazione o una situazione più potente chiamata Limerence, dove si vive l’idea dell’ossessione romantica.
  2. Conosci così bene la persona? Alcuni innamoramenti nascono con l’idea che l’altro è per come lo vorrei e non per quello che è realmente. Il concetto è quindi traducibile in “Anche se X non mi desidera, io so che in realtà mi ama tantissimo”. In questo passaggio, l’infatuazione scivola nell’ossessione e viene vissuto nell’immaginario , nonostante l’altro non lo desideri o lo consideri infattibile. L’esame di realtà, in questo momento, diventa importantissimo.
  3. È realmente corrisposto? Se la risposta è affermativa, l’amore platonico corrisposto può avere lo spazio per trasformarsi in amore passionale. Ovviamente dev’esserci una corrispondenza tra il nostro pensiero e quello dell’altro. Inoltre, se la corrispondenza esiste, dovremo poi valutare in base alla realtà, quanto questo possa essere costruttivo per una futura coppia
  4. Ha dei difetti? Nell’amore platonico, come ribadito più volte, vengono esaltate le qualità dell’altro e nascosti in un cassetto i suoi difetti. Mentre nell’amore passionale e nella vita di coppia, si conoscono pregi e difetti di entrambi, nell’amore platonico i punti dolenti non vengono contemplati e si sminuiscono. Magari sono gli stessi difetti che non accetteresti in una relazione vera, però in quella dimensione si sottovalutano.
  5. Hai mai visto realmente l’altro? Nell’epoca dei social per incontri, non è raro innamorarsi di qualcuno che non hai mai visto realmente, ma con cui hai solo chiacchierato anche per lungo tempo a distanza. A volte dall’altra parte dello schermo, si nasconde qualcuno che non ha le migliori intenzioni, ma legge i tuoi dialoghi e t’ingloba in un mondo di fantasia. Altre volte, può sparire nel nulla e lasciarti l’idea che tornerà. In alcuni casi, e la cronaca n’è piena, chiede soldi o cerca di sedurti per altri motivi. Stiamo sempre attenti!
  6. Qual è il reale impedimento? Il passaggio da amore platonico alle altre forme d’amore che ti ho descritto, si basano sul superamento di un impedimento. Alcuni impedimenti possono essere così grandi da essere insormontabili. Ci sono persone che s’innamorano di personaggi famosi, altre di killer seriali, altre ancora di persone che non esistono (l’esempio che ti ho citato prima su alcuni social). Anche qui, cerca sempre di comprendere la differenza tra il reale e l’irreale.
  7. È verbalizzato? Con verbalizzazione intendiamo il racconto all’altro delle nostre emozioni e sentimenti. Una delle forme più pure di amore platonico è quella vissuta interiormente, dove sappiamo che anche l’altra persona sente attrazione nei nostri confronti, ma che allo stesso tempo non è raccontata. In questa intenzione, la tensione attrattiva è intensa: tutti e due sanno di provare qualcosa per l’altro, ma per non rovinare la “magia”, tutto rimane sospeso e si non trasforma nell’atto fisico;
  8. Cosa ti attrae veramente? Il confine tra amore platonico e relazione tra amanti, è un altro dei piccoli confini che, metaforicamente, potrei descriverti come il fuoco di paglia che si incendia rapidamente e tanto rapidamente si spegne. Innamoramenti platonici che durano mesi o anni, nel momento in cui si trasformano, terminano nel giro di pochissimo tempo. Si infuocano tanto velocemente e tanto velocemente si spengono. Questa situazione può accadere anche nelle infatuazioni classiche, ma nell’amore platonico, la trasformazione al concreto, può far perdere la magia del mentale.
  9. È amore o profonda amicizia? Si può amare un amico o un’amica? Certamente. Il concetto si sposta dall’attrazione fisica a quella mentale, al valore che risiede nel legame amicale e alla sintonia. Amore platonico non significa necessariamente attrazione fisica, ma riconoscere la bellezza, la sincerità dell’altro e il feeling emotivo. È sapere che si corre su binari paralleli, ma che i treni seguono una propria direzione. Potremmo definirlo come una “friendzone” voluta e accettata da entrambi, ma dove il sentimento è importante.
  10. Mi porta sofferenza? Questa forse è la domanda che dovremmo porci in qualsiasi tipo di relazione. L’amore porta sempre grande gioia, ma anche difficoltà che cerchiamo di superare e di utilizzare per la nostra crescita personale. Nell’amore platonico in senso stretto si ammira la bellezza e la sofferenza non è presente. Quando questa compare, è perché il confine con l’amore fisico o impossibile, è superato e pretendiamo di più, quando questo non può accadere. Se la sofferenza supera il piacere, non vale la pena.

Dottor Matteo Merigo

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