Una canzone per capodanno

Eccoci qui, un altro anno sta per passare il testimone al successivo e come sempre la speranza è di ritrovarci con entrambi i piedi su una strada più comoda.
Passo dopo passo vorremmo tutti trovarci nel “nostro anno”, quello dove faremo il botto, dove avremo svoltato rendendo tutti i nostri sogni realtà.

Credetemi vi capisco, anch’io essendo una grande sognatrice, coltivo gli stessi desideri… ma dopo moltissime cocenti delusioni vi invito ad essere cauti e a porvi obiettivi raggiungibili ma questo sarà oggetto di un prossimo articolo.

In questa sede vorrei suggerirvi ascolti adatti alla notte di capodanno!

Questo giorno per me è sempre stato un po’ malinconico e nostalgico, difficilmente ho voglia di fare baldoria, quindi non aspettatevi i soliti titoli… disco samba, Wake me up before you go-go maracaibo, la notte vola, Don’t Let Me Be Misunderstood, l’ombelico del mondo, bailando, the final countdown o tanti auguri della Carrà.

Sono tutti brani che ho ascoltato nell’ultimo anno e che voglio portare con me oppure brani che in qualche modo mi ritrovo ad ascoltare in questi giorni.

Lucio Dalla – L’anno che verrà

Non potevamo che partire con il botto e con questa canzone che dalla sua uscita mi è sempre tornata in mente… semplicemente deliziosa e vera. Non è possibile non provare un brivido ascoltando queste note.

Negrita – Non torneranno più

Questa canzone racchiude esattamente il mio stato d’animo nell’ultimo giorno dell’anno. Uno sguardo al passato, a ciò che ci ha lasciato tra rimpianti e bei ricordi con la consapevolezza chè occorre ed è necessario avanzare. Però per un giorno appunto, possiamo crogiolarci in ciò che è stato senza troppi sensi di colpa. A volte è nel passato che vediamo chi saremo in futuro.

Brunori SAS – Quelli che verranno

Una canzone dalla dolcezza tagliente. Purtroppo il suo effetto su di me è devastante e riesco ad ascoltarla a stento una volta. Però si, può sembrare da “pazzi” ma ogni tanto cerco di ricordarmi che non sarò qui per sempre, che non potrò sapere come sarà il mondo tra qualche tempo e anzi ci sarà sicuramente una parte della storia che non vedrò, che non vivrò.
Se per qualcuno questo pensiero è insostenibile per me è invece terapeutico, mi aiuta ad apprezzare maggiormente ciò che ho senza lasciarmi troppo trascinare dalle noie e inezie che a volte sembrano giganti.

Se siete curiosi di scoprire meglio il lavoro di Brunori nell’album Cip vi riporto alla recensione qui!

Altra canzone che bene o male incarna lo stesso pensiero forse in maniera più leggera è Anche senza di noi, sempre di Brunori e sempre dall’album Cip.

Domenico Modugno – La lontananza

Altra canzone che canto esclusivamente negli ultimi giorni dell’anno… perché?
Non ne ho la più pallida idea!

Levante – Alfonso

Che festeggiate da un Alfonso o meno, mi ritrovo a ritrovarmi nel “disagio” da festa che viene descritto in questi versi, non può mandare quando la frustrazione sale un bel “che vita di merda”…

Di questa e altre sua canzoni ne avevo parlato qui:

Cosa porterò nell’anno nuovo?

Ecco qui la musica scoperta in questi anni che porterò con me anche nel prossimo anno, credo che queste note abbiano ancora emozioni da darmi e cose da dirmi.

Moai – September

Uno dei miei mesi preferiti.
Un nuovo inizio, il mio vero capodanno arriva appunto a settembre, così è sempre stato e così sarà!
Quando la ascolto spensieratezza e motivazione si impossessano di me e mi sento capace di tutto!

Ho recensito il loro album Moai qui:

Daughter – If you leave

If you leave è decisamente il mio album preferito tra tutti quelli dei Daughter, non mi ha ancora stancata nonostante sia stata la colonna sonora durante i miei lunghi viaggi in auto. Tra tutte le canzoni Youth è senza ombra di dubbio quella che si è presa un posticino nel mio cuore.

Per una finestra più approfondita sulla band vi riporto all’articolo

Bon Iver – Holocene

Improvvisamente seppi che non ero magnifico” questa è una delle frasi più caratteristiche del brano e trovo che sia così tremendamente vera. Ognuno di noi vive la propria vita come se fosse sotto i riflettori ormai, fulcro di tutto il mondo perché attraverso i mezzi attuali è possibile esserne davvero il perno.
O almeno così vorremmo. La realtà però è un’altra, è cruda, è rude e somiglia a quella cantata da Bon Iver.

Conclusione

Questo 2020 è stato difficile su questo non si discute, ma vi invito a guardare i voi stessi dell’anno passato (2019) e vi ritroverete in qualche modo più forti, o semplicemente sopravvissuti.
Questo è tanto, tantissimo, perciò datevi una pacca sulla spalla e muovete un passo verso il futuro, Perché, se è anche vero che domani è un altro giorno, è bene entrarci con il piede giusto!

Alla prossima, vostra T.

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