Bishamonten, il Dio della guerra

Buongiorno! Eccoci per il secondo approfondimento sulle 7 divinità della fortuna che sono:

  • Daikokuten (大黒天 Dio dell’abbondanza e ricchezza),
  • Bishamonten (毘沙門天 Dio della guerra),
  • Benzaiten (弁才天 o 弁財天 Dea della bellezza, della musica e di tutto ciò che scorre),
  • Ebisu (恵比寿 Dio del cibo quotidiano),
  • Fukurokuju (福禄寿 Dio della buona sorte e della lunga vita),
  • Jurōjin (寿老人 Dio della conoscenza e della longevità)
  • Hotei (布袋 Dio della felicità)

Come accadde per Daikokuten (potete leggere l’articolo qui) anche Bishamonten ha una lunga storia e la sua origine non è Giapponese ed alla sua figura vengono attribuiti nomi e forme diverse in base alla cultura/religione di riferimento.
Si può trovare nella cultura indiana, cinese, coreana e in vari culti tra cui il buddismo Mahāyāna, Theravāda e tibetano.
Per approfondire cliccate qui

Chiaramente ci concentreremo sul suo significato all’interno della cultura Giapponese e in particolare al suo rapporto all’interno delle 7 divinità della fortuna.

In Giappone

Questa divinità, il cui nome in origine era Vaiśravaṇa che significa “Colui che ode distintamente” nel paese del sol levante risponde a più nomi quali: Bishamonten abbreviato anche con Bishamon e Tamonten o Tamon.
Il nome cambia a seconda della sua “utilità”, mantiene il primo se visto come componente delle 7 divinità della fortuna, mentre con il secondo se lo si vede come uno dei Quattro Re celesti.

In ogni caso la sua rappresentazione resta la medesima, egli regge un lancia nella mano sinistra e una pagoda dorata nella destra ed indossa un’armatura.

Un Dio dai mille usi

Inizialmente questa figura che dimorava alle pendici del monte Sumeru era il guardiano del nord il cui compito prevedeva di proteggere i luoghi in cui il Buddha aveva professato e le sue scritture.
Successivamente divenne il Dio della guerra, punitore dei malvagi e custode dei templi Shintoisti (riconoscibili dal classico Torii rosso). Oltre a questo è il guardiano della fortuna, guarigione e buona sorte; i soldati erano soliti pregare questo Dio affinché li proteggesse in battaglia ma soprattutto per richiamare il coraggio.

A volte questa divinità viene fatta coincidere con Konpira (divinità shintoista) protettore delle navi e dei marinai. In questa forma ha il potere di trasformarsi in ciò che viene richiesto da chi lo prega.

Curiosità

Mi concedo una piccola parentesi per parlarvi di questa curiosità. Per chi non mastica la cultura Giapponese. Come si distingue un tempio Buddista da uno Shintoista?
Non è difficile se si sa cosa guardare. Oltre alla struttura e le figure presenti all’interno, l’ingresso è già piuttosto chiarificatore.

All’ingresso dei templi shintoisti è possibile vedere dei grandi Torii, ovvero portali posti all’ingresso a volte di colore rosso. C’è ne sono di tutte le dimensioni e alcuni sono certa li avrete già visti.

Uno scatto fatto durante il mio viaggio in Giappone. Il Torii del Fushimi Inari Taisha a Kyoto

All’ingresso dei templi buddisti invece troviamo i Sonmon, grandi cancelli solitamente preceduti da uno di dimensioni più ridotte chiamato Somon.

Uno scatto fatto durante il mio viaggio in Giappone. il portale del Kiyomizu-dera a Kyoto

Una divinità popolare

Stupirà forse sapere che questa divinità è un personaggio che prende parte a vari prodotti videoludici e non. Lo si può trovare infatti all’interno di vidogiochi quali: Samurai Warriors, Onimusha, Shin Megami Tensei: Nocturne e Darkstalkers.
Nei fumetti invece è possibile vederlo nel datato ormai RG Veda, opere delle fantastiche mangaka Clamp autrici dei più celebri Cardcaptor Sakura (in Italia conosciuto come Pesca la tua carta Sakura) e nel più recente Noragami dove però appare con l’aspetto di un’avvenente donna.

Noragami (manga e anime)
Darkstalkers (videogame genere picchiaduro)

Anche oggi speriamo di avervi intrattenuto con qualcosa di curioso ed interessante!

Alla prossima, vostra T.

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