Tecnologia e bambini: sì o no?

È una domanda che mi viene fatta spesso: l’uso di smartphone e pc è lesivo per i bambini? Quando tempo è possibile dedicare a televisione e computer senza che possa diventare dannoso?

Nei confronti di questo tema è possibile rintracciare due diversi
approcci: quello degli apocalittici per cui la tecnologia è sempre dannosa per
le nuove generazioni e quello degli integrati che invece sostengono sia fonte
di apprendimenti e crescita.

Credo che il mio punto di vista di trovi più o meno a metà
tra i due e che in merito al rapporto giovani e tecnologia sia necessario fare
innanzitutto delle precisazioni.

La prima di queste riguarda l’età. A che età proporre la tecnologia
e per quanto tempo?

Fra gli 0 ed i tre anni l’esposizione a questo genere di supporti (tv, pc, tablet e smartphone) deve essere molto contenuta. L’organizzazione mondiale della sanità e diverse associazioni pediatriche raccomandano un’esposizione ad essi di meno di un’ora al giorno. Il mondo pedagogico diminuisce ulteriormente tale parametro raccomandando di non superare la mezz’ora.

Uno studio riguardo le associazioni tra uso dei media basati su schermo ed integrità della materia del cervello bianco in età prescolare ha evidenziato come la sovraesposizione ad essi possa causare ritardi nello sviluppo del linguaggio, delle capacità di alfabetizzazione e delle funzioni esecutive.
Questo perché in questa fase, definita senso motoria, il bambino deve apprendere attraverso l’esperienza diretta e la relazione e i supporti elettronici non consentono questo genere di scoperta attiva e limitano gli scambi relazionali basati sulla comprensione e l’espressione delle emozioni proprie ed altrui.

Lo schermo limita l’esperienza sensoriale al solo universo
visivo e uditivo, eliminando le sensazioni delle variazioni tattili e la
manipolazione, fondamentali per questa età. Inoltre un bambino così piccolo non
necessità della virtualità ma, come detto dell’esperienza diretta ed autentica
attraverso la relazione col mondo.

Tuttavia, il bambino è fortemente attratto da ciò che cattura l’attenzione dell’adulto e, vuoi per lavoro o per passione, molti caregiver passano diverso tempo di fronte ad un computer o ad un cellulare. È quindi naturale che il piccolo voglia sperimentarli ed osservarli.
Potremmo cogliere in prima istanza l’occasione per limitare noi stessi l’interazione con questi supporti, e, secondariamente, limitare l’esposizione del piccolo allo schermo, proponendo altre tipologie di gioco ed attività.

Fra i tre ed i 6 anni le raccomandazioni circa il tempo massimo che è possibile dedicare a videogiochi e tv non cambiano e resta tra la mezz’ora e l’ora. In questa fascia d’età è però possibile iniziare ad introdurre alcune regole, introducendo nella vita del piccolo dei principi che saranno fondamentali per un buon rapporto con la tecnologia ed il mondo virtuale.

I supporti tecnologici possono essere fonte di apprendimento
(lo dimostra l’utilizzo sempre maggiore che se ne fa in ambito scolastico) e
sono ormai un elemento imprescindibile del nostro vivere quotidiano. Non sapere
usare correttamente un pc non è limitante solo nel mondo lavorativo ma anche in
quello di tutti i giorni. Ma è importante che l’accesso e l’utilizzo della
tecnologia venga educato. Non solo in termini di capacità (spesso vedo ragazzi
bravissimi coi videogiochi che però non sanno svolgere una semplice ricerca in
rete o scrivere un testo) ma anche in termini affettivi.

Anche per bambini e ragazzi più grandi, dai 6 anni in su, un’esposizione prolungata a questo tipo di supporti, può provocare alienazione e minare il rapporto io-mondo, generando difficoltà di socializzazione e nei casi più gravi: disturbi dell’apprendimento e fenomeni disfunzionali come quello dei ragazzi Hikikomori. Quindi anche per loro è fondamentale limitare il tempo passato di fronte ad uno schermo (non superiamo l’ora e mezza al giorno sino ai 12 anni) e fare in modo che non siano soli durante tale fruizione.

Successivamente, nel periodo adolescenziale, compaiono altri
elementi sia positivi che negativi legati al rapporto con la tecnologia. In
particolare per quanto riguarda l’uso dei social, ma essendo un tema molto
vasto preferisco approfondirlo attraverso un altro articolo specifico. Fatemi
sapere nei commenti se può interessarvi questo approfondimento e se avete ulteriori
domande e curiosità

Voi che opinione avete circa questo tema? Credete che la
tecnologia sia per bambini e ragazzi un fattore positivo o di rischio? Se avete
figli, come gestite il tempo ed il rapporto con media e supporti informatici?

Aspetto le vostre risposte! E nel frattempo vi mando un grande
abbraccio,

Barbara.

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