I 5 segreti del “villaggio dei centenari” e l’Ikigai

Ogimi è un paesino giapponese del distretto Kunigami, nella prefettura di Okinawa. Ad oggi è il luogo con il più alto indice di longevità al mondo e per questo è stato soprannominato il “villaggio dei centenari”. Ad Okinawa si contano circa 24,55 centenari ogni centomila abitanti ma in questo particolare paesino gli anziani, oltre ad essere particolarmente longevi, “appaiono attivi e soddisfatti fino alla fine dei loro giorni”.

Non solo, i cittadini di Ogimi soffrono meno di patologie cardiache e infiammatorie, si ammalano meno di cancro e il rischio di demenza senile è notevolmente inferiore rispetto alla media della popolazione mondiale.

Ma qual è il loro segreto? Come fanno a vivere serenamente ed in salute così a lungo?
Ecco quindi i loro 5 segreti!

1. Alimentazione sana e morigerata

from Pinterest

Gli abitanti posseggono tutti il proprio orticello. La loro dieta è varia e quasi interamente vegetale. Mangiano almeno cinque porzioni di frutta o verdura al giorno e alla base della loro dieta vi sono i cereali (prevalentemente riso e tagliolini di soba). Assumono pochi zuccheri e nella loro dieta vi sono molti cibi antiossidanti come cavolo, cipolla, tofu, miso, alghe e il famoso Tè sanpincha.

Ad Ogimi vige la regola “hara hachi bu” ossia la regola dell’80% che invita a non rimpinzarsi di cibo ma ad alzarsi da tavola quando non si è ancora del tutto sazi. Questo concetto è talmente insito nella cultura giapponese dal rientrare anche nelle pratiche dello Zen.

2.La vita sociale

from Okinawa.com

Tutti appartengono a una qualche gruppo o associazione di quartiere. Il Moai è un gruppo informale di persone che hanno degli interessi condivisi e si aiutano tra loro. Lo yuirimaru, traducibile come “spirito di collaborazione reciproca” è profondamente radicato nel cuore dei nativi. Ognuno è indispensabile e tutti insieme si festeggiano anche i più piccoli avvenimenti. I membri si sostengono oltre che con il lavoro di ciascuno, motivo per il quale nessun anziano finisce col sentirsi inutile e “di peso”, anche attraverso una piccola quota che ciascuno versa e che diventa una sorta di fondo comune per le varie evenienze (cene, assemblee, giochi, necessità di un membro del gruppo, ecc).

Far parte di un Moai permette stabilità emotiva oltre che finanziaria ed il senso di appartenenza e di sostegno che ne deriva contribuisce ad aumentare la speranza di vita e la sua qualità.

3.L’esercizio fisico

from okinowa.com

Anche se anziani ad Ogimi si continua a fare esercizio fisico. In realtà non praticano sport così come lo intendiamo in occidente ma si muovono di continuo proprio perché pieni di attività ed interessi.
Inoltre trovano un momento della giornata (5-10 minuti) in cui praticare alcuni esercizi che si potrebbero definire “ginnastica dolce” che derivano dal Tai Chi, dal Taiso, dallo yoga e dal Qigong. (Vi invito a consultare la categoria Qigong del nostro sito, troverete un’interessantissima rubrica curata dalla nostra studiosa di medicina orientale: Valeria)

4.La meditazione

From Repubblica.it

Come nel resto del Giappone, anche nel villaggio dei centenari è diffusa la pratica meditativa, specie quella incentrata sulla respirazione. È infatti dimostrato che la meditazione contrasta l’invecchiamento del cervello e quindi questa buona abitudine potrebbe essere alla base della freschezza di intelletto di questi anziani oltre che del fatto che la demenza senile sopraggiunga con meno frequenza rispetto al mondo occidentale. Anche su questo argomento potete trovare consultando la categoria meditazione del sito tantissimi consigli su come iniziare a meditare e la descrizione delle pratiche meditative più diffuse.

5.Una filosofia basata sull’ottimismo e la resilienza

from Orcls.org

Alla base della filosofia degli abitanti di Ogimi vi è Likigai. Questo concetto giapponese potrebbe essere tradotto come “la felicità di essere sempre occupati”, in pratica consiste nell’avere uno scopo, il motivo (o i motivi) per cui ti alzi la mattina. Avere un Ikigai è avere una passione o una vocazione e non coincide necessariamente con la professione di un individuo. Dalle interviste fatte agli adorabili nonnini del paese emerge come trovino il proprio Ikigai anche nelle piccole cose traendone gioia e soddisfazione:

semino la verdura e me la cucino, questo è il mio Ikigai

vedere gli amici è il mio Ikigai principale

ogni giorno intreccio i vimini, è il mio Ikigai!

Sono soliti dire che ad Okinawa “non si va mai in pensione” perché anche se anziani, si ha sempre qualcosa da fare, qualcosa che motiva a muoversi e vivere, giorno dopo giorno. È bene poi sottolineare come essi vivano il proprio Ikigai serenamente, senza urgenza, senza aspettative.

“Quando lasciamo perdere le urgenze, il tempo e la vita acquisiscono un nuovo significato” (H. Garcia).

Dalle loro parole emerge l’immagine di un popolo ottimista,
facile alla risata e al gioco.

Ridere è la cosa più importante. Ovunque mi trovo, io rido.

Sono persone che hanno anche vissuto realtà tragiche (basti
ricordare gli avvenimenti che hanno interessato Okinawa durante la guerra) ma
che hanno saputo perdonare e guardare avanti senza vivere nel risentimento o
nella commiserazione.

Amano festeggiare insieme, ritrovarsi e cantare, ascoltare
musica e giocare. Mettono passione in tutto ciò che fanno, anche quando può
apparire poco importante e non smettono mai di imparare e mostrarsi curiosi nei
confronti del mondo.

Se volete approfondire cosa sia l’ikigai e come trovarlo nella vostra vita vi consiglio il libro di Hector Garcia e Francesc Miralles “Il metodo Ikigai”.

Nel frattempo, per farvi meglio capire la filosofia che permea tutti gli aspetti della vita di questa comunità, vi lascio con una breve poesia scritta dalla Federazione dei Club per Anziani di Ogimi.

A ottant’anni sono ancora un bambino.
Quando verrai a cercarmi a novanta,
dimenticati di me e aspetta che ne compia cento.
Più invecchiamo, più diventiamo forti,
e non abbiamo intenzione di farci accudire dai nostri figli.
Se desideri lunga vita e salute, sei il benvenuto
nel nostro villaggio,
dove riceverai i doni della natura
e scopriremo insieme i segreti della longevità.

Voi cosa ne pensate? Credete che questi principi e queste
abitudini potrebbero essere adottate anche in occidente o che possano rientrare
nella vostra vita?

Fatecelo sapere nei commenti!

Un grande abbraccio e buona pratica!

Barbara

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