La valutazione dell’intelligenza emotiva dei bambini

Verrebbe ora da chiedersi: come è possibile valutare l’intelligenza emotiva e le competenze ad essa annesse?

La complessità e le differenze che esistono sul piano concettuale tra i diversi modelli teorici, si riflettono inevitabilmente nei differenti approcci con cui viene operazionalizzata e misurata l’Intelligenza Emotiva. E’ stata quindi sviluppata una serie di strumenti per la valutazione dell’intelligenza emotiva, che differiscono tra loro sia per i riferimenti concettuali, sia per l’approccio adottato . I test in questione utilizzano, infatti, diversi metodi di valutazione che includono sia prove di abilità (ability based o di performance), che questionari di auto-valutazione (self-report).

Ecco quindi alcuni degli strumenti utilizzati per la valutazione dell’intelligenza emotiva e le relative competenze nei più piccoli.

Il test di Comprensione delle Emozioni (TEC: Pons, Harris, 2000; standardizzazione italiana Albanese, Molina, 2008) è uno strumento che permette di osservare e misurare la comprensione delle emozioni nei bambini dai tre agli undici anni. L’esaminatore legge una breve storia e chiede al bambino di indicare su tavole illustrate (quindi di identificare in modo non verbale) l’espressione emotiva coerente con il racconto proposto.

Il TEC è organizzato in nove componenti di comprensione, ordinate gerarchicamente, dalla più semplice alla più difficile. Il punteggio varia da zero a nove punti ed è disponibile il punteggio standardizzato per età. Il campione di standardizzazione del TEC include 967 bambini, stratificati per genere, età e regione (Nord o centro Italia).

Le nove componenti sopra citate sono:

  • Riconoscimento. La competenza emotiva più precoce. Consiste nel riconoscimento delle espressioni emotive. In questa prova il bambino deve indicare quale espressione emotiva corrisponde all’etichetta verbale di quattro emozioni di base (tristezza, felicità, rabbia, paura), più uno stato neutro.
  • Causa esterna. Essa indaga se il bambino ha compreso che esistono cause esterne che tipicamente suscitano nelle persone emozioni di base. In questo caso si propongono brevi storie in cui i bambini possano facilmente identificarsi.
  • Desiderio. Questa componente verifica la consapevolezza da parte del bambino del fatto che i desideri hanno un ruolo sulle emozioni. Qui si racconta una storia in cui si dà una cosa ad un bambino che la desidera e ad un bimbo che invece la detesta e si chiede all’esaminato cosa, secondo lui, i due bambini provano.
  • Credenza. Anche la credenza che le persone hanno rispetto al mondo influisce sulle loro emozioni. In questo caso ai bambini viene prima richiesto di identificare la falsa credenza del protagonista (es. Un coniglietto sta mangiando una carota e non sa che nascosta dietro di lui vi è una volpe pronta a mangiarselo) e l’emozione che il protagonista prova coerentemente con il suo stato di conoscenza della situazione. Tipicamente i bambini sotto i cinque anni diranno che il coniglio è spaventato senza comprendere che egli non sa che una volpe è pronta a sbranarlo.
  • Ricordo. In questa prova al bambino è chiesto come il ricordo di un evento negativo accaduto nel passato possa influire sullo stato emotivo presente. Un bimbo cui è morto il coniglietto guarda la sua foto, come si sente?
  • Regolazione. In questo caso si indica su quanto i bambini siano consapevoli delle strategie correte per gestire l’emozione negativa della tristezza. Il protagonista della storia proposta ai bambini è triste per il coniglietto morto e per smettere di essere triste può fare quattro cose diverse che passano dall’attuazione di strategie comportamentali a strategie mentali: coprirsi gli occhi, fare una passeggiata, pensare ad altro o non far nulla.
  • Nascondere. Una consapevolezza importante rispetto alla comprensione delle emozioni è che queste possono essere celate agli altri. In questa storia un bambino che possiede tante biglie prende in giro un secondo bimbo che non ne possiede; quest’ultimo sorride ma come si sente veramente? E’ davvero felice oppure no? L’esaminato deve identificare l’emozione realmente provata dal protagonista in accordo con la situazione ma in contrasto con l’espressione emotiva manifestata.
  • Miste. I vissuti emotivi spesso non sono univoci e semplici ma è possibile sperimentare più emozioni contemporaneamente. Con il tempo il bambino capisce che è possibile provare più emozioni insieme e che esse possono essere anche opposte l’una all’altra (come per esempio essere sia felici che spaventati). La storia proposta infatti, parla di un bimbo che non sa andare in bici e che per il compleanno riceve in dono una bellissima bici nuova: cosa prova?
  • Morale. In questa ultima componente si osserva quanto i bambini siano consapevoli che fare qualcosa di proibito o sbagliato implica successivamente il provare emozioni a valenza negativa come la tristezza. La storia proposta in questo caso narra di un bambino che mangia un biscotto di nascosto in casa di un amico.

Figura 18: TEC, test di comprensione delle emozioni. Una delle tavole utilizzate nel corso del test.

Oltre al Tec vi è uno strumento che indaga la comprensione delle emozioni e, soprattutto la così detta “teoria della mente”: il TOM Storybooks. La teoria della mente è un vero e proprio sistema di interpretazione dell’intenzionalità delle azioni, comprende: il riconoscimento delle emozioni, come il desiderio influenza l’azione e le emozioni, come la credenza influenza l’azione e l’emozione, la capacità di distinguere le peculiarità dei fenomeni fisici rispetto a quelli mentali e la consapevolezza che percepire significa sapere.

Questo strumento si basa sulla teoria di Wellmann che considera le diverse competenze legate alla comprensione degli stati mentali. E’ pensato per bambini tra i tre e gli otto anni e si presenta sotto forma di sei libri che raccontano le storie di Simone e della sua famiglia. Il test prevede 77 domande a risposta chiusa e 18 a risposta aperta che contribuiscono al punteggio qualitativo (dagli 0 ai 36 punti).

Il TEC che il TOM Storybooks possono essere usati sia per bambini neurotipici che per bimbi con sindrome dello spettro autistico.

Figura 19: Una delle tavole del TOM storybooks

Un’altra componente dell’intelligenza emotiva che è possibile valutare riguarda lo sviluppo del lessico emotivo.  A tal proposito è stato elaborato il Test di lessico emotivo o TLE, uno strumento costruito per valutare la comprensione del lessico psicologico emotivo in bambini tra i tre ed i dieci anni. Il TLE nasce dall’esigenza di ampliare la gamma di strumenti del lessico degli stati interni. Infatti uno strumento precedente, il test di vocabolario metacognitivo, indaga esclusivamente la comprensione del lessico psicologico di tipo cognitivo collegato soprattutto agli aspetti epistemici della teoria della mente piuttosto che a quelli emotivi.

Il TLE si presenta come un fascicolo rilegato a colori e composto da due parti costituite da sette tavole ciascuna; include inoltre un foglio per la codifica delle risposte e uno per l’attribuzione dei punteggi. La prima parte consente di valutare la comprensione da parte del bambino del lessico emotivo riferito a sei emozioni di base più una complessa; la seconda parte valuta invece la comprensione di termini emotivi riferiti a emozioni complesse. Si compone di storie accompagnate da illustrazioni che, senza mostrate l’espressione del protagonista, aiutano il bambino a immaginare l’episodio e a mantenere l’attenzione.

Contiene una tavola iniziale, una di pre-test e 14 tavole di storie. Per ognuna di esse l’esaminatore legge al bambino una breve storia, poi chiede di scegliere tra due vocaboli emotivi quello più adatto ad esprimere ciò che il protagonista sta provando e si chiede di motivare la risposta. Il test deve avvenire in un ambiente silenzioso e privo di elementi di distrazione e dura circa dieci/venti minuti in base all’età dei bambini.

Per quanto riguarda gli strumenti di valutazione dell’emozionalità e della regolazione emotiva dei bambini, attualmente quelli che vengono maggiormente utilizzati consistono in valutazione da parte dei genitori, degli insegnanti o dei coetanei (questionari), mentre appaiono meno utilizzati metodo di tipo self-report.
L’unico strumento self-report a oggi disponibile è l’HIF (How I Feel) messo a punto da Walden, Harris e Catron.

Si tratta di un questionario per bambini dagli otto ai dodici anni ai quali viene chiesto di autovalutare le proprie esperienze emotive relative agli ultimi tre mesi. Si tratta di uno strumento multidimentisionale ed include l’autovalutazione delle due dimensioni del costrutto di emozionalità, ossia intensità e frequenza, relative sia alle emozioni a valenza negativa che alle emozioni a valenza positiva, oltre che la capacità di regolare le proprie emozioni.

Citiamo infine anche la Levels of Emotional Awareness Scale for Children (LEAS-C; Bajgar, Ciarrochi, Lane e Deane, 2005). La scala dei livelli di consapevolezza emotiva (LEAS) è stata dapprima creata per gli adulti e poi adattata per bambini e adolescenti. Il LEAS-C, per bambini, è stato creato da Jane Bajgar. E’ uno strumento di auto-relazione, progettato per valutare la consapevolezza emotiva. Comprende 12 scenari, ciascuno dei quali coinvolge 2 persone; se stessi e un’altra persona. Ai bambini viene chiesto di rispondere indicando come potrebbero sentirsi e come pensano che l’altra persona potrebbe sentirsi, in ogni situazione. Gli scenari sono organizzati attorno a quattro emozioni: rabbia, paura, felicità e tristezza. Ogni emozione è presentata in tre diversi scenari in ordine misto.

Se siete educatori o insegnanti vi invito a utilizzare questi strumenti di quando in quando per permettervi di valutare lo sviluppo emotivo ed affettivo dei vostri studenti. Sappiamo infatti quanto l’intelligenza emotiva e le competenze ad essa annesse siano fondamentali per lo sviluppo e la serenità di un individuo, non vanno assolutamente trascurate in un percorso educativo!

Sul nostro sito potrete trovare tutti gli articoli in cui parlo di IE. Se avete domande o volete approfondire ulteriormente l’argomento fatemelo sapere nei commenti.

Un grande abbraccio,

Barbara.

2 comments:

Buongiorno, mi chiedevo se il test TEC potesse essere somministrato solo da uno psicologo dell’albo A o anche da studenti laureandi e insegnanti.
Grazie in anticipo

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Ciao! sul piano giuridico non esiste alcuna normativa che stabilisca che solo uno psicologo può fare test psico-cognitivi.
Certo devono essere fatti in modo consapevole.
In questo caso specifico il mio consiglio è quello di non limitarsi ad eseguire solo un tipo di test ma diversi sulla stessa utenza.
Inoltre è importante osservare i dati raccolti considerando che ogni bambino è diverso dall’altro ed i test sono pensati per un andamento ideale ma generico.
Concludendo: fare più di un tipo di test, osservare i dati in modo oggettivo, personalizzare l’intervento.
Spero di esserti stata utile.
Barbara <3

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