BA DUAN JIN: la settima forma

Dopo aver analizzato la prima forma, la seconda forma, la terza forma, la quarta forma, la quinta forma, la sesta forma della sequenza del Ba Duan Jin, in questo articolo proseguo con la spiegazione dettagliata della settima forma.

ZAN QUAN NU MU ZENG LI QI

Tradotto in italiano è: “Tirare pugni con gli occhi aperti per accrescere il Qi e la Forza“.

Questo esercizio è molto utile per riscaldare genericamente il corpo, rinforzare i muscoli, sciogliere eventuali ristagni energetici placando sentimenti deleteri come ansia e rabbia.

Da questa breve descrizione possiamo dedurre che gli organi principalmente coinvolti e sollecitati sono il Rene, che è il Ministro della Forza. Grazie a lui riusciamo ad assorbire il Jing (clicca qui per approfondire), l’energia necessaria per lo sviluppo ed il mantenimento della nostra struttura, del nostro organismo. Infatti dovete sapere che sotto la pianta del piede è presente il punto 1RN (fontana zampillante), quindi l’inizio del Meridiano del rene, dalla quale riusciamo a ricevere l’energia della Terra; ed il Fegato considerato il Generale d’armata, colui che ci difende in caso di aggressione dalle energie prevaricanti (Xie Qi) che possono alterare il nostro equilibrio energetico facendoci ammalare.
Quest’ultimo viene stimolato attraverso gli occhi, considerati il suo organo di senso, infatti secondo la Medicina Tradizionale Cinese buona parte delle problematiche legate alla vista sono indice di una qualche disfunzione legata al Fegato.
Legato all’elemento Legno, che nei 5 Movimenti (clicca qui per approfondire) rappresenta la Messa in Movimento energetica, Gan (fegato) a livello psicologico, in un individuo sano, è la nostra capacità di adgredere, dal latino “andare verso”, quindi di muoverci verso un luogo e/o un obiettivo che ci siamo fissati, è il famosissimo primo passo.
Al contrario se questo elemento è in qualche modo turbato avremo delle manifestazioni di rabbia.

Vediamo ora tutti i movimenti da eseguire per praticare correttamente questa tecnica. I movimenti descritti sono associati alla fase respiratoria che indico in grassetto. Partendo dalla postura Mapu (che manterremo per tutta la durata dell’esercizio), quindi gambe divaricate più della larghezza delle spalle, ginocchia flesse, mani appoggiate alle cosce e schiena dritta:

Inspirazione

  1. Portare i polsi a contatto con i fianchi a livello delle ultime coste
  2. Chiudere le mani a pugno con i palmi rivolti verso l’alto
  3. Mantenere lo sguardo dritto e concentrato

Espirazione

  1. Allungare il braccio sinistro di fronte a noi concentrando tutta la forza nel pugno che ora è dritto e non più col palmo girato verso l’alto
  2. Mentre eseguiamo, gli occhi si aprono ancor più focalizzando l’attenzione sul pugno

Apnea

  1. Sciogliere il pugno eseguendo un movimento circolare del polso
  2. Rivolgere la mano a palmo aperto verso il cielo

Inspirazione

  1. Richiudere la mano a pugno un dito alla volta lentamente partendo dal pollice (che andrà chiuso tra le altre falangi) finendo con il mignolo

Espirazione

  1. Tornare alla posizione iniziale

Ripetere a specchio dall’altro lato e procedere alternando destra e sinistra

RIPETERE LA SEQUENZA IN TUTTO SEI VOLTE, TRE VOLTE PER LATO

La respirazione ideale per eseguire gli Otto Pezzi di Broccato è quella inversa, che descrivo in questo articolo, ma se siete dei neofiti potete tranquillamente respirare in modo naturale.

Siamo giunti alla fine di questo articolo, attendo come sempre i vostri commenti e le vostre sensazioni in merito all’argomento. Buona Pratica!

Un ringraziamento doveroso alla mia insegnante di Tai ChiQi Gong e Shaolin, Ambra Vielmi, presso l’A.S.D. Team Tigre Bianca di Darfo Boario Terme e Gabriele Filippini, il mio maestro di Tuina e Qi Gong presso l’associazione WuWei di Brescia.

Qua la mano! Valeria

Foto: http://www.iwua.it/ba-duan-jin/

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